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Discografia

Taverne, Café Aman e Tekés

taverne

Album available!

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  • Label: Felmay Records
  • Release: 20 Mar, 2016
  • Catalog No: Fy 8236

 

Un percorso in musica nei luoghi d’intrattenimento delle città del Medioriente ottomano tra ‘600 e ‘900.  Un viaggio affascinante, ricco di canzoni, storie ed aneddoti.

Franco Minelli           Chitarra, Bouzouky, Baglamas, Oud, Voce

Edmondo Romano    Sax soprano, Clarinetto, Chalumeau, Cornamusa, Flauti

Luciano Ventriglia    Darbuka, Bendir, Doholla, Tef, Shaker, Chitarra, Voce

Roberto Piga             Violino, Baglama

Tommaso Rolando   Contrabbasso, Bouzouky

ospiti

Alesandra Ravizza    Voce

Matteo Merli             Voce

Julyo Fortunato         Fisarmonica, Baglama

Matteo Rebora          Darbuka, Doholla, Bendir, Tef, Zils

Ayham Jalal               Nay

Questo viaggio tra le musiche mediorientali suonate nei locali d’intrattenimento a cavallo tra ‘800 e ‘900 nasce dal desiderio di condividere con il pubblico le fonti d’ispirazione musicale dell’Orchestra Bailam, ma soprattutto dalla volontà di ricordare come la collaborazione dei popoli abbia generato una ricchezza culturale senza confini. Il secolare Impero Ottomano, grazie ad un’organizzazione sociale multietnica e multireligiosa, fu il vero collante tra le etnie del territorio mediorientale. Turchi, greci, armeni, arabi, ebrei, zingari, seppure al servizio del Sultano, collaborarono tra loro creando una duratura multiculturalità attenta allo studio delle arti.

Così mentre alla corte del Sultano e nei monasteri Sufi si coltivavano gli studi della poesia, della musica colta e della musica sacra, nei centri urbani come Istanbul, Smirne, Aleppo, Salonicco, Atene, Alessandria, erano attivi luoghi d’intrattenimento dove il linguaggio musicale era raffinato, ma al tempo stesso diretto e accessibile a tutti: le Taverne, i Cafè Amàn e le Tekès. In questi locali si dà voce alla koinè mediorientale ottomana e a ciò che il suo disfacimento ha causato : milioni di profughi civili esiliati forzatamente. Una storia di popoli in movimento che oggi più che mai è attuale e ci appartiene. L’album ricrea l’affascinante ambiente musicale di fine/inizio secolo scorrendo brani della tradizione ottomana, turca, greca, zingara, armena, sefardita, araba.

La scelta di tradurre ed eseguire la maggior parte delle canzoni in lingua italiana è un’idea coraggiosa ed originale, per favorire un ascolto senza barriere linguistiche ed una piena comprensione dei testi.

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